Benvenuto su Cronache marziane. Ci sono all’incirca due modi per spiegarti chi siamo e dove accidenti sei capitato. Il primo, come tutte le menzogne, è molto semplice e noioso. Il secondo, come tutte le verità, è metaforico e autocompiaciuto. Scegli la descrizione che fa per te e non dimenticare di mentire quando ti chiederanno dove sei stato.

1. Cronache marziane è una rivista telematica di racconti, finzioni e fake news
Le cronache qui pubblicate prendono libero spunto dall’attualità per manipolare, deformare e ribaltare sistematicamente la realtà dei fatti. All’interno di questo universo “marziano”, il contributo di ciascun articolista diventa pertanto “verità” acquisita e come tale viene trattata da chi lo seguirà. Le cronache qui pubblicate sono “marziane” non perché dispacci da un pianeta lontano, ma perché figlie di una prospettiva aliena, consapevole della propria specularità rispetto ai fatti e liberata dall’ossessione della verità.

2. Cronache marziane è un gioco di specchi
Scriveva Stendhal: “Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l’azzurro dei cieli ora il fango dei pantani”. Tale definizione è estendibile a ogni forma di narrazione, dal racconto all’articolo di cronaca. In entrambi i casi, infatti, la storia narrata non è altro che un riflesso della realtà, ossia il frutto di una doppia deformazione dei fatti: l’una data dal capovolgimento speculare (prospettiva), l’altra costituita dal limite della cornice (limitazione del campo visivo).
Pertanto le narrazioni da noi proposte devono rispettare il principio della doppia distorsione dello specchio ed esacerbarne i caratteri: da un lato, sfruttando superfici speculari deformanti, restituiscono al lettore immagini fuorvianti e storie ingannevoli; dall’altro, ponendosi come ulteriori specchi strategicamente posizionati nel mondo riflesso, eludono il limite imposto dalla cornice, ampliando il campo visivo dell’osservatore e moltiplicando le superfici di rifrazione.